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"Voci dalle Toraglie - Canti d'amore e di lavoro della terra aurunca"

Ficufresche

​Liburia World 020

Formato: digital 

Pubblicato a Giugno 2026

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C’è un territorio sospeso tra Campania e Lazio, sulle pendici dell’antico vulcano Roccamonfina, dove il tempo sembra aver custodito fino a oggi le tracce profonde di un mondo arcaico. Le “Toraglie” sono una costellazione di piccole frazioni rurali in cui, per generazioni, il canto ha accompagnato il lavoro nei campi, le feste, le devozioni, le nascite, la fatica quotidiana di una civiltà contadina divisa tra ulivi e castagneti. Un patrimonio orale fragile, oggi minacciato dalla scomparsa di molte attività e dalla progressiva perdita della memoria collettiva.

Da questo universo nasce Voci dalle Toraglie, il nuovo album de Le Ficufresche, in uscita il 2 giugno in formato fisico e digitale per Liburia Records, con distribuzione Xango Music e Galileo Music Communication.

Il duo formato da Maura Sciullo e Immacolata Argiento ha intrapreso, sin dai primi anni Duemila, un lungo lavoro di ricerca sul campo, entrando in contatto con le ultime anziane depositarie di questo prezioso sapere popolare. Di casa in casa, attraversando frazioni, lavatoi, piazzette, scalinate di chiese e camere da letto piene di fotografie antiche, Le Ficufresche hanno raccolto canti, racconti, respiri e memorie, salvandoli dall’oblio attraverso registrazioni effettuate in tempi e luoghi diversi.

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Voci dalle Toraglie è infatti una raccolta di fonografie “scattate” nel corso degli anni: testimonianze vive che il duo ha deciso di riportare alla luce attraverso le proprie voci, alternando esecuzioni fedeli al materiale raccolto a personali rielaborazioni. Nel disco sono inoltre presenti diversi frammenti originali registrati sul campo, che restituiscono direttamente le voci delle anziane protagoniste della ricerca.

Il repertorio restituisce la molteplicità delle funzioni che la musica assumeva nella vita femminile: canti di lavoro, stornelli, ninnananne, canti a dispetto, canti rituali e devozionali. Una ricerca che aggiunge un tassello fondamentale alla mappatura delle raccolte etnomusicali campane, illuminando un’area finora quasi sconosciuta.

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La voce del duo nasce dalla consapevolezza di essere figlia del silenzio della montagna, dove il canto umano entra a far parte delle polifonie ambientali del luogo: il vento tra le foglie, i richiami degli animali, il respiro della terra.

Il nome Le Ficufresche deriva dalla “Cantata dei mesi”, antico canto di Carnevale in cui ogni mese prende forma allegorica attraverso gli elementi del calendario naturale e i frutti donati dalla terra. «Ogni anno raccogliamo i fichi freschi dagli alberi, che forse quelle canzoni le hanno sentite, per poi essiccarli e mangiarli a Natale», raccontano.

l'identità e la visione artistica del progetto sono delle Ficufresche e di Davide Della Monica, con Cristiano Della Monica che ha si è occupato della maggior parte delle registrazioni, curando in particolare la produzione artistica di Carminella, Maronna mia Maronna, Metti na fava e Vendemmia, e di Francesco Di Cristofaro in Canto alle Ulive.

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L’album è stato registrato e mixato da Cristiano e Davide Della Monica, con mastering di Gianni Roma. La foto di copertina è di Davide Della Monica.

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Tra gli ospiti e musicisti che hanno partecipato al progetto figurano Guidonia Caliendo alla voce, Gianluca Fusco all’organetto e Francesco Di Cristofaro ai doppi flauti.

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TRACKLIST

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Canto alla Girata

Canto di svago accompagnato da organetto o armonica a bocca che si ripeteva in tutte le Frazioni (piccoli paesini) e che presenta piccole variazioni di melodia legate alla cantante o al paesino.

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Ballarella

Tarantella suonata e cantata nei momenti di festa, preceduta da canti a distesa

 

Maronna mia Maronna

Filastrocca di Santa Maria in Grotta di Rongolise, frazione di Sessa Aurunca

 

Maria dorme 

Ninnananna

 

Vattipaglia

Canto di lavoro legato alla raccolta e la battitura del grano

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Canto alle Ulive

Canto d’amore legato alla raccolta delle olive, in cui si chiede alla persona amata di custodire i propri sentimenti

 

Canto alla carrettiera

Canto dei carretieri che partivano da Sessa Aurunca per raggiungere i mercati di animali o per svolgere il lavoro con la carretta.
Alcune volte non bastava un giorno di luce per arrivare, e si fermavano a dormire in osterie che davano un minimo ricovero per i cavalli. e lì continuavano il loro canto in gruppo, arricchendo il loro repertorio nell’incontro con altri carrettieri di diverse provenienze.

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La vignarella

Canto di lavoro legato agli interventi agricoli da fare nella vigna, intonato da lavoratori stagionali che offrivano il loro lavoro passando e dando la voce per avvertire il villaggio del loro arrivo.

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Vendemmia

Canto d’amore legato al lavoro della vendemmia

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Stornelli a dispetto / Metti na fava

Canto in cui si parla, attraverso metafore, dell’impossibilità di amare due persone contemporaneamente.

 

Stornelli a dispetto

canto dialogico di sfida in cui le persone si offendevano reciprocamente, il più delle volte in maniera goliardica.

 

Nonnarella

Ninnananna

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Il Monaco 

Filastrocca goliardica che narra la storia di un monaco mendicante che chiede l’elemosina concedendo in cambio le proprie cure.

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Santo Giugno

Canto di lavoro che dà il benvenuto al mese di Giugno, in cui la raccolta del grano rappresentava una ricchezza.

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Facci Rossella 

Canto di svago

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Stornelli

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Orazione di San Giorgio

Strofe da un canto popolare che racconta la leggenda del santo e del drago

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Santu Suleviestu

Canto tradizionale propiziatorio, eseguito da un gruppo di persone durante la sera di San Silvestro a Capodanno, che girando per le case augurava fortuna e bene per il nuovo anno.

 

Stornelli di saluto

Canto che annuncia il saluto e la fine della giornata di lavoro

 

Il mese di settembre 

Strofa dalla “Cantata dei mesi” di Carnevale.

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