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"Pegno d'ammore"

Liburia World 015

Formato: digital - Cd audio/digipack

Pubblicato a Marzo 2026

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“Pegno d’Ammore” è un atto d’amore verso la musica tradizionale del Sud Italia e, soprattutto, verso Napoli: la sua pietra, la sua voce, le sue ferite e la sua inesauribile vitalità.

Un disco che nasce dalla strada e alla strada ritorna, come un canto che rimbalza sui muri di tufo, scende nei vicoli e si mescola al passo della gente. Napoli non solo come città, ma come voce che non smette mai di cantare.

Questa voce Pino Ruffo la conosce da sempre. La porta addosso. Ogni giorno la libera per strada, senza palco e senza orari. Menestrello urbano e trovatore del nuovo millennio, Ruffo attraversa la città a colpi di strofa, incidendo i vicoli con il suono e costringendo i muri ad ascoltare. In cambio, Napoli gli affida i suoi racconti.

“Pegno d’Ammore” nasce idealmente all’aperto, tra il passo lento del mattino e il chiacchiericcio della sera, dove la musica non è spettacolo ma necessità. Un album che custodisce la memoria popolare e la rilancia nel presente senza musealizzarla: la tradizione come qualcosa che continua a camminare.

Accanto a Pino Ruffo, due musicisti che condividono la stessa urgenza artistica:

  • Giacomo Pedicini (bassi, chitarre, arrangiamenti), che costruisce architetture leggere e

    ponti invisibili tra ieri e oggi, con una scrittura moderna, luminosa e mai invadente.


  • Francesco Paolo Manna (percussioni), cuore pulsante del disco, capace di evocare riti, danze e paesaggi mediterranei attraverso ritmi ancestrali che respirano e sostengono ogni racconto sonoro.


    Il progetto si arricchisce della presenza di ospiti d’eccezione:
 Lino Cannavacciuolo al violino

    Daniele Sepe, al sax

    Luigi Scialdone a vari strumenti a plettro.

    I canti di “Pegno d’Ammore” arrivano da lontano e restano qui: devozione, festa, desiderio, ironia e malinconia. Storie che appartengono al Sud ma parlano a chiunque sappia ascoltare.

    Perché la tradizione non è ciò che è stato.

    È ciò che continua a camminare.

    E finché qualcuno canterà per strada, Napoli non smetterà di raccontarsi.

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